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La vita di Enrico Fermi: seconda tappa

La vita di Enrico Fermi: seconda tappa

I ragazzi di Corbino

 Nell’estate del 1926 Fermi, introdotto nell’ambiente romano frequentato da famosi scienziati ed intellettuali, conosce e poi inizia a frequentare una studentessa di Scienze Naturali, Laura Capon, sua futura moglie e sua prima biografa.

 “I ragazzi di Corbino lavoravano insieme in una collaborazione naturale e spontanea. L’insegnamento della fisica avveniva senza formalità, alla buona. Allievi e studenti riunivano gli sforzi per risolvere i problemi più ardui sotto la direzione di Enrico Fermi. Fermi arrivava con i suoi problemi e pensava ad alta voce aiutandosi con gesso e lavagna, davanti agli altri che imparavano così a usare la sua logica nell’affrontare i problemi della fisica. A ricordare quelle riunioni così prive di cerimoniale, resta il vecchio tavolo nella stanza di Fermi intorno al quale si riunivano maestro e allievi. Ha un gran buco nel mezzo dove è sceso il pugno irato di Emilio Segrè una volta che gli altri non l’avevano lasciato parlare quando voleva. Si impermaliva facilmente e per questo fu soprannominato Basilisco.”

 Fra i vari insegnamenti di Fermi la nuova teoria della meccanica quantistica era al centro delle discussioni e dell’interesse perché, sebbene difficile e non intuitiva, era la novità della ricerca internazionale.

“La teoria dei quanti è un dogma non un fatto da dimostrarsi mediante il ragionamento, dicevano gli studenti. È una questione di fede. In questioni di fede il Papa è infallibile. Nella teoria di quanti Fermi è infallibile ergo Fermi è il Papa. Rasetti, che prendeva il posto di Fermi in sua assenza, fu nominato Cardinale Vicario. Majorana che con acume ipercritico metteva in evidenza la minima contraddizione e il più lieve errore fu chiamato il Grande Inquisitore.”

Enrico Persico arriva a Roma da Torino, per una breve visita, ma porta cattive notizie: il numero degli adepti alla teoria dei quanti è limitatissimo mentre è assai grande il numero di chi la contrasta.

“Il Papa ne rimane profondamente turbato e seduta stante nominò Persico “Cardinale di Propaganda Fide” con l’incarico di predicare il Vangelo agli infedeli. Edoardo Amaldi era “l’Abate”, essendo il più giovane del gruppo. Quando nel 1933 si unì al gruppo di Via Panisperna il giovane Bruno Pontecorvo, anch’egli si scelse un soprannome adatto alla sua condizione: il Cucciolo.”

 Dopo i suoi formidabili successi in campo teorico, come la statistica quantistica che porta il suo nome e la teoria dei raggi beta, che introduce un nuovo tipo di forza fondamentale, l’interazione debole, a partire dal 1929 Fermi indirizza le sue ricerche nel campo sperimentale verso la fisica nucleare. Questo nuovo filone di indagine sarà il tema del congresso internazionale di fisica che si tenne a Roma proprio nell’Istituto di Via Panisperna nell’ottobre 1931. Fermi è una delle star.

Nel 1934 la possibilità di produrre artificialmente elementi radioattivi, bombardando diversi elementi con particelle cariche diventa, realtà grazie a Irene Curie e Frederic Juliot. Fermi e i suoi si gettano all’inseguimento usando le particelle da poco scoperte, i neutroni, che avevano il vantaggio di non subire la repulsione elettrostatica del nucleo.

“Enrico si mette alla ricerca di una sorgente di neutroni e la trova per l’intervento della “Divina Provvidenza” impersonata nel professor Giulio Cesare Trabacchi che in un sotterraneo dell’Istituto di Fisica conservava un grammo di Radio.”

Volendo bombardare in modo sistematico gli elementi della tavola periodica di numero atomico crescente, Fermi, aggregò alle ricerche altri due giovani laureati, il chimico Oscar D’Agostino e il fisico Bruno Pontecorvo. I risultati, che culminarono nella comprensione del ruolo fondamentale dei neutroni lenti nelle reazioni nucleari, furono sensazionali. Sotto il profilo pratico e tecnologico aprirono la strada, nel giro di pochi anni, alle applicazioni dell’energia nucleare: dopo soli 40 anni le conseguenze della teoria di Einstein diventeranno realtà, ed Enrico Fermi diventerà il padre dell’era atomica. Questi risultati scientifici portarono Enrico Fermi ad ottenere il premio Nobel nel 1938.