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Ingresso ed info generali

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Il Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche Enrico Fermi

Nel 1999 nasce il CREF, il “Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche Enrico Fermi”. Questo nuovo Ente di Ricerca, vigilato dal Ministero dell’Università, ha l’obiettivo di restituire il famoso edificio di Via Panisperna ad un uso scientifico e al contempo di onorare la memoria delle scoperte fondamentali del gruppo di Enrico Fermi. La missione dell’ente è quindi duplice: da una parte, sviluppare un museo storico della fisica con reperti originali degli esperimenti di Fermi, presentati anche tramite moderni sistemi audio-visivi, in grado di rendere facilmente comprensibile a tutti il complesso lavoro scientifico svolto da Enrico Fermi e tutti gli eventi storici ad esso collegati. Dall’altra, l’obiettivo del Centro è di sviluppare una attività di ricerca originale e di avanguardia sulla frontiera di diverse discipline.

La moderna ricerca scientifica richiede sempre più spesso un approccio multidisciplinare perché i nuovi problemi a cui la scienza è chiamata a rispondere, negli ultimi anni, fanno sempre più riferimento al campo dei sistemi complessi.  L’approccio a questi problemi richiede la collaborazione di specialisti in diversi ambiti, come ad esempio fisica, intelligenza artificiale, biologia, medicina, scienze sociali, economia e molto altro. In questo scenario in veloce evoluzione è necessario passare da una organizzazione settoriale della ricerca, caratteristica del secolo precedente, ad una modalità flessibile e sempre più interdisciplinare. Il CREF, nato come un ente piccolo e agile, può orientarsi rapidamente verso queste attività particolarmente attuali e può quindi cogliere questa opportunità strategica per essere un’istituzione che stimoli tematiche scientifiche innovative. Gli elementi che favoriscono questa opportunità sono l’indubbio prestigio del CREF e della sua sede. Tuttavia, anche le sue ridotte dimensioni diventano un vantaggio per consentire decisioni rapide ed efficaci nell’individuazione di nuove problematiche scientifiche.  Nella palazzina di Via Panisperna l’interdisciplinarità è stata un riferimento costante. Un appunto scritto da Enrico Fermi, l’11 dicembre 1938 a Stoccolma, dove si trovava per la cerimonia del Nobel assegnatogli, oggi riemerge come un riferimento molto chiaro per l’attività scientifica del CREF:

“Io sono convinto che la scienza fisica debba orientarsi verso un’intensa collaborazione con altre scienze sorelle e specialmente con la biologia. Spero che una tale tendenza, che va oggi delineandosi, possa tornare a beneficio dell’una e dell’altra di queste scienze.”

Anche il più famoso allievo e collaboratore di Fermi, Ettore Majorana, manifestò un interesse per gli studi interdisciplinari. Majorana scrisse infatti nel 1930 un articolo intitolato “Il valore delle leggi statistiche in fisica e scienze sociali”.  Questo articolo, visionario, rappresenta oggi una sfida particolarmente rilevante, soprattutto considerando lo sviluppo della rete internet e dei “Big Data” che hanno permesso di accedere ad un’incredibile quantità di informazione proprio su fenomeni economici, sociali e biomedici. Oggi, poco più di ottanta anni dopo, il CREF ha così deciso di riportare il paradigma dell’interdisciplinarietà al centro dello sviluppo della ricerca scientifica, ispirandosi ad una visione della ricerca che va oltre i temi caratteristici della fisica più tradizionale e usando tecniche innovative e metodi di avanguardia.